Curva da carico e altre storie

08:05

Alle 8.30 del mattino non tutti hanno appena iniziato la loro giornata. C'è chi è già in piedi da ore, chi dorme ancora beato, chi sogna il letto dopo una lunga notte di lavoro. E poi ci sono io, che in un venerdì qualunque di metà ottobre me ne stavo seduta su una scomodissima sedia di una spoglia sala d'attesa dell'usl, in attesa del terzo prelievo di sangue della mattinata, manco avessi vinto la lotteria. Bellissima la curva da carico di glucosio, proprio godibile. Soprattutto se è la seconda in pochi mesi.

Al fine di rendervi un minimo partecipi di ciò che mi è toccato, mi sembra giusto far partire un breve momento Super Quark: per chi non lo sapesse, la curva da carico di glucosio, OGTT per gli amici, consiste nel prelevare alla vittima - di solito una futura mamma, ma a volte anche una neo mamma (che culo averla fatta in entrambi i casi!) - tre provette di sangue a distanza di un'ora l'una dall'altra. Ma non finisce qui: subito dopo il primo prelievo venoso, la suddetta vittima deve tracannarsi un intero boccettone di glucosio. Una goduria. Avete presente lo sciroppo per la tosse dei bimbi? Quello dolce dolce dolce in modo assurdo? Ecco, questo è anche peggio. Ma facciamo che il momento Super Quark finisce qui, ammettendo candidamente che il Piero nazionale ha molto più stile di me. Potrei tentare di addurre come scusante il fatto che io stia scrivendo sotto gli effetti di massicce dosi di glucosio che vagano libere per il mio apparato circolatorio, ma sarei comunque poco credibile (anche perché si spera che, ormai, sto benedetto glucosio sia stato smaltito).

Torniamo però alle 8.30 di un venerdì qualunque di metà ottobre. Ero in questa amena sala d'attesa, dicevo, ad aspettare l'ultimo prelievo - e quindi la libertà - quando una delle altre tre mamme cui stava toccando la mia stessa sorte attacca discorso. E così ci ritroviamo, in men che non si dica, a parlare delle nostre relative esperienze di maternità, come fossimo amiche di vecchia data. Mi fa sempre un po' sorridere il modo in cui certe esperienze sgradevoli siano in realtà occasione di relazionarsi con estranei che altrimenti avremmo ignorato, presi come siamo a badare solo al nostro orticello (o al nostro smartphone, che ci tiene con occhi e dita incollati al display più di quanto ci piaccia ammettere). Ci avete mai fatto caso? Quando aspetti il tuo turno a un esame universitario, quando sei in fila dal medico da ore e ti passano davanti gli informatori farmaceutici... Improvvisamente, pur di dare sfogo alla tua innata propensione alla lamentela perpetua, diventi subito amico di quei poveretti nella tua stessa barca. Poi dalle lamentele (e sulla curva da carico non mancavano) si divaga fin quasi a dimenticarsi del perché ci si stava lamentando.

Ecco, supponiamo ora che le tre mamme fortunelle come me si chiamino Flora, Fauna e Serenella, che i nomi veri non ce li siamo mica detti, forse per paura di essere scambiate per un gruppo di autoaiuto ("Ciao, sono Lucia, e non mi facevo di glucosio da 5 mesi e 10 giorni"). C'è Flora, 38 anni, incinta al sesto mese. Questo è il suo terzo figlio - o meglio figlia, per la precisione - che arriva del tutto inaspettato, fuori da ogni programma. E da sei mesi, quasi sette, si sta portando dietro un sacco di nausee, nonché due curve da carico. Quella piccolina avrà molto da farsi perdonare, ma sono convinta che ci riuscirà nel giro di pochissimi secondi: basterà uno sguardo, a Flora, per innamorarsi di quello scricciolo indifeso che sarà la sua terzogenita. Per quanto riguarda Fauna, lei è giovane, magrissima e non sembra proprio incinta: cosa ci faceva lì? Alla fine scopro che, come me, ha avuto il diabete gestazionale e quindi le toccava ripetere quel simpatico esame al semplice scopo di appurare l'effettiva scomparsa della patologia in seguito al parto. Infine c'è Serenella, 24 anni, già mamma di un maschietto di quasi un anno e ora alla seconda gravidanza, non cercata. Bellissima (e giovanissima) ragazza, con la prima gravidanza aveva messo su 30 kg, mai del tutto persi, motivo per cui la sua ginecologa le ha ora prescritto l'esame che l'ha portata a essere lì quel venerdì qualunque di metà ottobre.


Dove volevo andare a parare con tutto ciò? Qui: ogni mamma ha la sua storia particolare e tutta diversa, i suoi aneddoti, le sue esperienze di vita, in quanto donna che ha generato Vita. Le mille forme della maternità hanno però tutte una cosa in comune, un fil rouge ben identificabile nella trama che sottende ogni  singola esperienza di maternità, dalla più rosea e felice (sempre che esista), alla più turbolenta e faticosa, passando per tutte le millemila sfumature di grigio, verde, rosso, giallo o blu. Questo fil rouge è l'Amore, ça va sans dire. Non solo l'amore per i figli in senso stretto, perché quando si decide di aprirsi alla vita, non lo si fa mica sapendo già chi sarà nostro figlio - che capelli, occhi, carnagione o carattere avrà - ma lo si fa per uno smisurato amore per la vita. "Nasciamo da un atto d'amore", diceva Chiara Corbella Petrillo. Se non quello del concepimento in sé (penso, ad esempio, alle donne che subiscono violenza, atto che d'amore ha ben poco), almeno la scelta di tenere e dare la vita al figlio che si scopre di avere in grembo direi sia un notevole atto d'amore. Quindi penso proprio che sì, nasciamo tutti da un atto d'amore. Poi ogni mamma saprà dare forme e colori diversi all'amore verso i suoi figli, rispetto a tutte le altre. E penso non ci sia nulla di più bello al mondo.



E con questo fanno già due post di fila dedicati all'universo della maternità. Giuro che non ho fatto apposta, ma ormai l'essere madre - assolutamente imperfetta - costituisce buona parte della mia essenza, del mio essere donna. È incredibile come la maternità possa trasformarti l'esistenza. Ma non voglio proseguire oltre su questi binari, che sennò non la finisco mica più di scrivere. Vi rimando volentieri a una lettura piuttosto interessante che ho fatto in questi giorni, proprio mentre lavoravo al post di oggi. Sicuramente l'autrice la conoscete già: Francesca Crescentini, meglio nota al popolo del web come Tegamini, ma forse il suo ultimo post (Narrazioni materne) lo avete perso. Beh, in tal caso, lo trovate qui. E con ciò chiudo, promettendovi un deciso cambio d'argomento per gli interventi futuri (se ci saranno). Buona settimana a tutti!

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