C'è chi ha fatto una scelta diversa

21:46

È di ieri la notizia di Brittany Maynard, giovane donna californiana che ha scelto di organizzare la propria morte dopo la terribile diagnosi di tumore terminale al cervello. Tutti i telegiornali ne hanno raccontato la storia, che ha già fatto più e più volte il giro del web, commuovendo il mondo intero.

Io non sono qui però per parlare di lei. Senza nulla togliere alla sua storia, potete trovarla praticamente ovunque, basta googlare il suo nome. No, io sono qui per condividere con voi la testimonianza di chi ha fatto una scelta diversa da quella di Brittany. 

Contrariamente al solito cattivo gusto dei telegiornali che li porta a trasmettere solo le notizie più brutte e cupe del mondo - perché, come sempre, fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce, purtroppo - ieri sera, in coda al servizio sulla giovane donna, il Tg1 ha trasmesso anche una breve ma bellissima intervista a un uomo, Giovanni Danza.

Giovanni, pur trovandosi in una situazione molto simile a quella di Brittany, ha fatto una scelta diversa. Una piacevole sorpresa sentirne parlare in un telegiornale nazionale. Guardate qui*:


[*Trovate il video dell'intera edizione delle 20:00 di ieri  a questo link, circa dal minuto 24 in avanti. La qualità è decisamente migliore dello spezzone che vi ho riportato qui sopra.]

Quest'uomo mi ha subito colpita: coraggioso, a presentarsi a un'intervista stringendo la corona del rosario. Tanta stima. Poi le sue parole...cioè, credo si commentino da sole. Quindi ho voluto sapere qualcosa di più su di lui e l'ho cercato sul web, trovando una sua lettera, indirizzata proprio a Brittany, pubblicata da Il Giornale ormai tre settimane fa. 

Qualsiasi altra parola aggiungessi a questo post sarebbe davvero vuota di significato, davanti a tutto questo. Vi lascio in compagnia di Giovanni e delle sue parole che mi hanno fatta sentire tanto piccola. Piccola nella Fede, io che mi credevo chissà chi. Piccola nella vita. Se avessi anche solo la metà della Fede di quest'uomo... "Signore, aumenta la mia Fede!"

Buona lettura e buona serata a tutti voi.

Un abbraccio.

Cara Brittany
ho letto la tua intervista ovviamente mi ha colpito, mi ha toccato e commosso. Mi chiamo Giovanni e ti scrivo dall'Italia ed ho in comune con te una cosa: condivido con te quel cancro vigliacco feroce e infame che ti devasta la mente ed il corpo mentre osservi giorno dopo giorno come le terapie i farmaci e la malattia ti deformano e ti trasformano fino a quasi non riconoscerti. Quel cancro così spietato che potrebbe spazzarti via come una foglia nell'aria. Conosco la tua sofferenza, la tua angoscia e conosco la tua paura. Due anni fa in una giornata come tante un piccolo malore la corsa in ospedale e la diagnosi... la più cattiva, la più infausta: cancro al cervello, glioblastoma, un cancro che non lascia spazio alla speranza, pochi mesi di vita, un cancro cresciuto del 30% in un mese e mezzo ed un destino già scritto. Oggi sono qui a scriverti e scrivendo a te scrivo a tutti i miei fratelli e sorelle che condividono con me e con te la stessa malattia. Però mi spaventa pensare che la tua scelta che rispetto ma che non condivido possa essere presa d'esempio da quanti come te e me vivono su un filo sottile dove l'equilibrio fra la speranza e la disperazione è estremamente labile.
Quando mi diedero la diagnosi non provai nè angoscia ne rabbia ne disperazione tutte emozioni più che legittime dal punto di vista umano, ma venni investito da una grande pace, da una serenità mai provata prima che non era frutto né nel mio carattere né di un tentativo disperato di accettare quella sentenza, vedendo la mia vita crollare improvvisamente, né cercai un Dio a uso e consumo nella speranza che si ricordasse di me ascoltando la mia preghiera. Ero perfettamente consapevole della gravità del mio tumore e di come progetti ambizioni e speranze stessero diventando utopie. Eppure continuavo a non conoscere angoscia né timore e all'improvviso capii il Signore mi stava donando la guarigione ma non quella che tutti siamo portati a pensare e ad aspettarci come segno della sua esistenza guarendo la mia malattia ma mi stava donando qualcosa di molto più importante in cambio della mia fiducia in Lui, stava guarendo la mia anima facendomi sentire la sua presenza, la sua potenza, il suo spirito e tutto il suo amore prendendomi letteralmente in braccio, sollevando me, le mie umane paure e la mia croce con le sue braccia e con il suo amore. Il nostro corpo è un contenitore che ci accompagna durante questo viaggio ma che come tutti sappiamo è destinato con il tempo attraverso la malattia o anche solo attraverso il trascorrere degli anni a deteriorarsi e a logorarsi fino al giorno in cui dovremo lasciarlo qui, ma la nostra Anima no, la nostra Anima sopravvive in eterno e allora ho capito che anche un cancro anche una sofferenza può trasformarsi in una grazia e vita nuova se vissuta in Cristo e nella fede, aver toccato con mano la presenza del Signore nella mia vita è il dono più grande che il Signore potesse offrirmi e poco conta se questo passa e passerà attraverso la malattia, attraverso la sofferenza, attraverso la croce perché comunque andrà il cancro e il male avranno perso la loro battaglia e avrà vinto la vita e la fede. Cara Brittany lascia che sia Lui ad accompagnarti, non anticipare nulla non prendere tu il Suo posto... e troverai la pace che non hai ora, non avere paura non spaventarti accetta anche la sofferenza, ma in questa sofferenza non sarai mai sola ci sarà sempre il Signore a tenerti per mano e troverai una pace che ora non puoi conoscere, abbi fede in Lui, lascia che sia Lui ad occuparsi di te e a portarti in cielo, quando Lui deciderà, in quel Paradiso dal quale potrai continuare a pregare per le persone che ami, non fare ciò che non ti spetta lo so è difficile crederci e accettarlo ma chi ti parla conosce la tua sofferenza, conosce cosa vuol dire vivere con una data di scadenza impressa sulla nostra testa ma questo è per tutti non solo per noi. La ricerca ogni giorno fa passi da gigante ciò che ieri era utopia oggi è realtà e noi non possiamo saperlo, lascia che sia il Signore a scandire il tuo tempo non precluderti nulla meno che mai la speranza è se anche un giorno dovesse andare come dici tu lascia che chi ti ama possa ancora starti accanto accarezzarti e tenere la tua mano, loro non se ne accorgeranno ma sono certo che tu la sentirai e sentirai ancora quel soffio d'amore che potrai percepire solo tu: abbi fede e abbi cura della tua anima la sola cosa che sopravvive al nostro corpo la sola cosa che abbiamo di eterno e ricorda non c'è nessun medico che possa garantire o conoscere il tempo che a me o a te rimane. Non uccidere la speranza, non uccidere la fede, abbandonati al Signore.
Con affetto,
Giovanni

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1 commenti

  1. Salve, Lucia. Mi permetto di darti del tu perché sei giovane. Per l'età che ho, potrei essere tuo padre. Io conoscevo Giovanni Danza. Siamo cresciuti insieme, abbiamo suonato la chitarra insieme in un gruppo, cantato, riso e scherzato, perfino in chiesa quando andavamo la domenica mattina alla messa. Lo seguì quando con passione e diletto si gettò nel mondo della moda come presentatore per le selezionali regionali del Lazio di Miss Italia. Io facevo le foto e i video. Tengo tutti questi ricordi con me. Questo succedeva oltre 30 anni fa, quando tu non eri ancora nata. Col tempo ci siamo persi di vista. Scelte di vita differenti. Ho saputo che Giovanni è morto fra atroci dolori ma in maniera dignitosa. Questo mi basta.

    Grazie.

    Saluti,
    Pietrangeli Luca
    un amico commosso

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